
AGENZIA HARDY 3. Veleno rosso
Editoriale Aurea. 48pp. Cartonato a colori. 14,90€.
Testi_ Pierre Christin / Disegni e Colori_ Annie Goetzinger.
Il terzo volume chiude sostanzialmente l’arco narrativo esposto nei primi due episodi, raccogliendo (anche) una questione a latere principiata nel 1955 e (ri)contestualizzata nella primavera del ‘56 (le date inseguono fatti reali di Storia moderna, post Yalta, e qui in particolare il post stalinismo). Anche stavolta le vicissitudini strettamente professionali dell’agenzia investigativa comprimono Edith Hardy in un “gioco” di spionaggio in cui tutte le parti in causa hanno modo di blandirla quanto di cacciarla negli impicci. Và (abbastanza) da sé che dovrebbe prevalere il richiamo della Patria Francia, specie perché uno spinoso viaggio a Mosca (!) richiederà una fuga molto improvvisa e poco diplomatica (…eufemismo) , coperta _ ed anche questo è già successo_ dal conosciuto 007 americano, ma non prima di aver agguantato il transfuga primario ( vedi appunto i precedenti ep.), che pure lascia suo malgrado ai rossi/russi materiale oltremodo sensibile (di passata lo sceneggiatore ci monta sopra una suggestione complottista) e forse la concreta speranza di dare man forte ad un comunismo sovietico riformabile.
Nemmeno i panneggi ( nella cura generale dei costumi d’epoca) attenuano stilisticamente la “sensazione” di disegni sempre un po’ squadrati e sgraziati , a cui, perlomeno nella loro coerenza interna, colorazione compresa ,ci stiamo facendo il callo. Continua (imho).